Alfa Romeo: da Milano a Junior - Growell
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Alfa Romeo: da Milano a Junior

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Alfa Romeo: da Milano a Junior

Quando il renaming diventa un’azione dettata dall’esterno?

Il caso di Alfa Romeo è al centro del dibattito per il repentino cambio di rotta sul naming del nuovo modello, da Milano a Junior. In questo caso, il renaming è avvenuto in pochi giorni dal lancio della nuova vettura, e questa azione è stata dettata da ragioni esterne all’azienda.

L’Italian Sounding e la posizione di Alfa Romeo

Quello di Alfa Romeo è uno dei casi in cui l’Italian Souding, nato prevalentemente per la tutela del settore agroalimentare, è stato applicato al settore dell’automotive.

Alfa Romeo cambia nome al suo nuovo modello, a seguito dell’indicazione del Ministro delle Imprese, sulla violazione della legge che nel 2003 ha delineato l’Italian Sounding. Questa è dovuta all’associazione della denominazione Milano a un’automobile prodotta in Polonia.

L’azienda, però, sostiene di non aver violato la legge per i seguenti motivi:

  • il nome non delinea l’origine geografica;
  • sulla portiera delle auto c’è la specificazione dell’origine;
  • l’auto è stata disegnata, progettata, testata e omologata in Italia;
  • Milano era preferito dai consumatori e rimanda all’origine della casa automobilistica.

 

Alfa Romeo e la scelta dei naming Milano e Junior

La scelta del nome Junior, non è comunque casuale, ma come Milano, rimanda alla storia dell’azienda, essendo stata la denominazione della versione d’accesso della sportiva Giulia GT. Entrambi i nomi, scaturiscono dalle preferenze dei consumatori, strategia adottata già in passato dall’azienda, che aveva dato priorità all’ascolto di questi ultimi.

Un cambiamento dettato dall’importanza della scelta del naming fondata sul legame e sui valori creati con i consumatori, di cui abbiamo parlato in dettaglio nel nostro precedente articolo

Nel corso degli anni, ci sono stati altri casi di aziende automobilistiche che hanno associato nuovi modelli a città italiane, al fine di celebrare le stesse. Un’interessante carrellata sui modelli dedicati all’Italia è riportata dall’articolo di Quattroruote. Tra gli esempi di associazione tra tutti, quello della Ferrari Roma, una coupé che omaggia la Dolce Vita con il chiaro rimando alla raffinatezza di quel periodo. Ma ci sono altri casi, in cui è evidente che anche aziende automobilistiche straniere hanno associato i propri modelli a città italiane, come la Kia Sorrento, la Nissan Murano e gli altri esempi esposti da Quattroruote.

 

Italian sounding o Italian naming?

Scelte di questo tipo sono svolte inevitabilmente in chiave di marketing, che punta a un obiettivo ben preciso: vendere. 

La stessa Ferrari nel 1950 aveva lanciato la 340 America, con la finalità di attrarre un nuovo target di consumatori oltreoceano, nel momento in cui il mercato statunitense cresceva, puntando in questo caso sull’associazione di un marchio italiano al continente obiettivo.

Allora perché, se il nuovo modello dell’Alfa Romeo segue tutto l’iter di progettazione e omologazione in Italia, esternalizzando solo la dichiarata produzione in Polonia, non sarebbe in linea con l’indicazione della normativa?

La risposta a questo quesito non è immediata, e la lasciamo direttamente ai consumatori, veri destinatari dei prodotti in questione per riuscire ad indagare quanto ritengano fuorvianti denominazioni di questo tipo.

E tu, cosa ne pensi a riguardo?

 

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