Kendama time - Growell
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Kendama time

Kendama time

Interrompiamo la routine, le idee vengono giocando

Chi di voi conosce iI kendama? Il nome forse non vi suonerà molto familiare, ma una volta capito di cosa si tratta indubbiamente qualcosa vi balzerà alla mente. Portato in agenzia da una nostra storica collaboratrice (l’artista e designer giapponese Tomoko Jindo, il kendama è diventato la prova del fuoco per chiunque varchi le porte di Growell e ogni collaboratore, stagista o cliente non può esimersi dal posizionare la magica sfera azzurra sul martelletto di legno, cercando di evitare contusioni ai polsi o edemi frontali.

Che cos’è il kendama?

“Si tratta di un giocattolo giapponese consistente in una sorta di martello sormontato da uno spuntone (quest’ultimo detto ken) cui è legata una pallina bucata (in giapponese tama). Il gioco consiste nel far saltare la pallina e infilzarla con lo spuntone, come avviene nell’europeo bilboquet, che secondo alcuni avrebbe origini italiane e sarebbe stato importato da Caterina de’ Medici in Francia dove si diffuse molto tra la società elegante. Ma questo non è l’unico modo per giocare, per fortuna; la pallina infatti si può fermare in equilibrio su uno dei tre avvallamenti di varie curvature ai due estremi del martello, o in fondo al manico. Il kendama ricorre in vari fumetti e cartoni animati giapponesi” (Dizionario dei giochi, Zanichelli).

Molti lo ricorderanno nell’anime Yattaman, in cui veniva usato come arma da Ganchan, uno dei due protagonisti.

Le idee vengono giocando

Ogni giorno nei nostri progetti giochiamo con le immagini, con i colori, con le parole nella fase di ideazione, ma anche in un’agenzia di comunicazione è necessaria la standardizzazione di alcuni processi, come ad esempio rispettare un piano editoriale multicanale o la declinazione di un’immagine già creata su diversi supporti. Insomma non esistono solo le fasi creative, allora quando siamo immersi nel day-by-day serve distrarsi 10 minuti e interrompere il flusso statico dei pensieri, con due chiacchiere o con un gioco. Noi abbiamo scelto il kendama.

Per riuscire in questo gioco occorre avere destrezza, stabilità e un buon senso dell’equilibrio, tutti elementi imprescindibili per fronteggiare anche le sfide che si presentano nel nostro lavoro. La destrezza, ossia l’agilità e la prontezza fisica, ma anche intellettuale; la stabilità, intesa come fermezza e imperturbabilità di fronte ai cambiamenti più profondi; l’equilibrio e quindi la costante armonia tra creatività e funzionalità in un progetto.

È per questo che il kendama, così come il gioco in generale, va oltre l’aspetto ludico. Per noi è un modo per staccare la spina e fermare il tempo, cosa rara in un’agenzia di marketing. Attraverso il gioco interrompiamo la routine, ci concediamo un momento di relax per rigenerarci, perché una mente stanca è meno produttiva. Non solo, giocando siamo obbligati a misurare i nostri limiti e a impegnarci per superarli nell’intento di vincere; riusciamo a uscire dalla comfort zone quasi senza rendercene conto e ad esprimere meglio il nostro potenziale.

Terminato il gioco, naturalmente, si torna all’opera… spesso con un’attenzione maggiore e un cambio di angolazione rispetto alla visione precedente. Tutto ciò consente di tornare a ideare e creare, nonché riacquistare la necessaria motivazione per focalizzarsi sul lavoro con un rendimento maggiore.

La creatività e il benessere delle persone sono aspetti a cui noi teniamo molto e, non avendo gli spazi delle grandi company americane, invece di tavoli da pin-pong o aree fitness abbiamo scelto il kendama e golosi break di cui vi parleremo nel prossimo articolo.

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