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Creatività aumentata: competere nell’epoca dell’AI

Workshop_Creatività

Nel 2026 il mercato dell’intelligenza artificiale ha smesso, definitivamente, di limitarsi alla promessa della generazione di contenuti. Il salto più rilevante di quest’anno è un altro: gli strumenti non si limitano più a rispondere, ma iniziano a organizzare, pianificare ed eseguire. È il passaggio dalla logica del prompt alla logica del processo. A testimoniare con chiarezza questa evoluzione dall’AI generativa all’AI agentica sono le uscite di prodotto degli ultimi mesi.

Le ultime novità sull’AI

Il 16 marzo 2026 Amazon annuncia AWS Partner Central agents, funzionalità agentiche integrate nella propria piattaforma partner per accelerare il co-selling: non più chatbot generici, ma agenti che aiutano a leggere pipeline, segnalare opportunità, raccomandare finanziamenti e velocizzare attività commerciali normalmente distribuite tra più strumenti e più persone.

L’8 aprile 2026, Anthropic rende disponibili in public beta i Claude Managed Agents: un modello di AI agentica che lavora autonomamente. Il 9 aprile 2026, invece, rende disponibile Claude Cowork, che parla a chi lavora con documenti, file, ricerche, analisi e materiali operativi. Il suo valore non sta nel generare una buona risposta, ma nel prendere in carico un compito multi-step e portarlo avanti senza che l’utente debba orchestrare ogni singolo passaggio.

Il 21 aprile 2026 Google alza ulteriormente l’asticella con Deep Research Max: un sistema capace di navigare su internet per ore, leggere centinaia di pagine, confrontare i dati e scartare le notizie false, il tutto in totale autonomia. Alla fine della sua ricerca, non ti restituisce una semplice lista di siti, ma un report completo e facile da leggere, arricchito da grafici e tabelle creati sul momento; ha inoltre presentato Gemini Enterprise Agent Platform, cioè una piattaforma per costruire, governare e ottimizzare agenti AI in contesto aziendale.

Il 22 aprile 2026, anche OpenAI introduce ufficialmente i workspace agents in ChatGPT: agenti condivisibili, che non si limitano a rispondere a una domanda, ma possono portare avanti task lunghi e ripetitivi come ad esempio la raccolta dei feedback, report, sintesi operative, email commerciali, aggiornamenti di progetto e workflow di team. Possono lavorare nel cloud, continuare anche quando l’utente è offline e integrarsi con strumenti come Slack e Gmail.

Come si può dedurre, il punto non è più soltanto avere modelli capaci di scrivere, sintetizzare o progettare; il punto è vedere comparire sistemi che prendono in carico un obiettivo, articolano i passaggi necessari, usano strumenti, lavorano su più fonti e presidiano workflow sempre più lunghi.

 

Dall’AI discriminativa all’AI agentica

Prima dell’AI generativa e di quella agentica, esiste una categoria più silenziosa e meno raccontata: l’AI discriminativa. È quella che decide se un’email è spam, se un’immagine contiene un volto, se una transazione è fraudolenta. Lavora nell’ombra dei sistemi digitali da decenni, e continua a farlo. È utile tenerla presente perché aiuta a leggere con maggiore chiarezza la traiettoria evolutiva che ci ha portati fin qui: prima sistemi capaci di classificare, poi sistemi capaci di generare testi, immagini e codice, infine sistemi in grado di agire. A questo punto conviene mettere ordine nei concetti. 

AI discrimitiva

L’AI discriminativa confronta i dati per riconoscere schemi e distinguere categorie.Non crea contenuti: valuta, classifica e decide basandosi su ciò che ha imparato.

AI generativa

L’AI generativa si basa su modelli (come gli LLM) che apprendono pattern dai dati per creare nuovi contenuti (testo, immagini o codice) rispondendo a input in modo plausibile ma spesso immediato e “istintivo”, grazie all’addestramento su grandi quantità di dati.

Rientrano in questa categoria strumenti come:

A proposito di Claude Design, il suo rilascio ufficiale risale al 17 aprile 2026. Fino ad oggi, c’era Claude per il pensiero e Claude Code per lo sviluppo, ma rimaneva un gap: il design. Ora questo problema è risolto. Anthropic presenta Claude Design come un prodotto che consente di collaborare con Claude per creare output visivi, come design, prototipi, slide e one-pager. L’aspetto più interessante è che il design entra a pieno titolo nel territorio dei workflow intelligenti attraverso uno strumento ibrido, capace di accorciare la distanza tra idea, rappresentazione e prototipazione.

Quanto all’ultimo aggiornamento di Stitch, presentato a marzo 2026 da Google, permette di trasformare il linguaggio naturale in UI, landing page, wireframe e interfacce ad alta fedeltà. Il design agent interno aiuta su iterazioni rapide, varianti, feedback e prototipazione quasi immediata. Per chi lavora in branding, UX/UI e presentazioni cliente, il passaggio dall’idea al prototipo si comprime enormemente. Entrambi rientrano soprattutto nell’AI generativa, ma incorporano già tratti agentici che lasciano intravedere il nuovo ruolo del designer, sempre meno esecutore puro e sempre più regista di possibilità. 

AI agentica

L’AI agentica è progettata per raggiungere obiettivi attraverso processi strutturati e multi-step. Non si limita a generare contenuti, ma pianifica azioni, utilizza strumenti e gestisce attività complesse, offrendo un supporto più autonomo e strategico nei flussi di lavoro.

Gli esempi più chiari oggi sono:

Come cambiano i processi

Ad oggi, l’innovazione si misura di settimana in settimana e ci troviamo in un contesto in cui:

Questo comporta un superamento del brief, che viene messo in discussione mediamente una volta al mese, il rischio di omologazione e sovrapposizione nei processi decisionali, la frustrazione nei team di lavoro e il fatto che il cliente, grazie all’AI, si percepisce esperto di marketing, design e programmazione. 

Quindi la differenza non può più consistere nel semplice possesso del tool. Lo strumento, da solo, tende rapidamente a commoditizzarsi e perde il suo valore distintivo. Il vero vantaggio competitivo si sposta altrove: nella capacità di leggere i bisogni del cliente, interpretare correttamente il contesto e scegliere la combinazione più adatta di strumenti. In altre parole, consisterebbe nel progettare una strategia workflow multi-AI o sistema multi-agente. 

Differenti applicazioni dell’AI

L’AI consente di aumentare significativamente velocità, efficienza e capacità di esecuzione dei processi. In particolare, la sua integrazione nel marketing e nel design ci porta verso due direzioni principali. Vediamo quali sono. 

In questo senso, la domanda non è se l’intelligenza artificiale sostituirà il lavoro creativo o progettuale, ma un’altra: chi saprà governarla meglio, integrandola nei processi senza perdere la centralità dell’idea? La differenza la faranno la visione d’insieme, la governance, l’etica e la sicurezza.

Come cambiano le figure professionali 

Nuovi tool come Claude Design e Stitch, insieme agli agenti, costituiscono un vero e proprio cambio epocale che impatta su come varie figure professionali lavorano, in questo caso professionisti del marketing e creativi. Nonostante aumentino l’efficienza, non significa che producano automaticamente qualità. La creatività delle idee, nella sua dimensione più autentica, resta ancora prerogativa dell’essere umano.

Questo non significa che il ruolo del professionista non sia cambiato. Il designer, il marketer, e il brand strategist non sono più chiamati soltanto a fare. Sono sempre più chiamati a scegliere, cioè a selezionare la direzione giusta tra opzioni proliferanti, la combinazione più coerente di tool, il workflow più sensato. Il valore umano consiste nel ridurre questa abbondanza a una forma utile. Essere capaci di combinare strumenti diversi secondo una logica di filiera, guidata dalla propria creatività e dall’esperienza professionale maturata sul campo, è ciò che distingue un professionista da chiunque si limiti a utilizzare una piattaforma sommando i tool. È una competenza che non si acquista con un abbonamento, perché nasce dalla sensibilità progettuale, dalla cultura del mestiere e dalla capacità tipicamente creativa di dare senso agli strumenti. Il risultato finale sarebbe quello di costruire un’architettura sensata, nella quale ogni strumento faccia ciò che sa fare meglio, in un workflow automatizzato che genera beneficio concreto su misura per il cliente.

È proprio questa la creatività aumentata: un uso dell’intelligenza artificiale che accelera i processi, amplia le possibilità e alleggerisce le attività operative, senza però sostituire il giudizio, la sensibilità, la cultura del progetto e la responsabilità della scelta. Soprattutto, senza sostituire la comprensione del valore.

“Stare sul pezzo senza perdere i pezzi” significa seguire un principio preciso: restare aggiornati sulle novità, ma saper distinguere ciò che è davvero utile da ciò che è superfluo, scegliendo strumenti e soluzioni sempre in funzione degli obiettivi da raggiungere.

Conclusioni

Partecipando alla Rome AI & Tech Week, in collaborazione con Lazio Innova (Lo Spazio Attivo) e Codemotion, abbiamo condiviso una riflessione concreta su come l’intelligenza artificiale stia trasformando marketing, branding, design e sviluppo di prodotto. Un confronto operativo su strumenti, processi e competenze richieste oggi a imprese e professionisti.

Il punto centrale emerso dall’incontro è che il 2026 segna un passaggio netto per imprese e professionisti. La sfida non sarà utilizzare un tool in più, ma imparare a integrarsi in modo efficace con l’AI, progettando soluzioni difficilmente replicabili in un contesto in cui gli strumenti saranno sempre più accessibili e diffusi. Il vero valore nascerà dalla capacità di progettare sistemi, orchestrare tecnologie e interpretare bisogni reali. Non malgrado l’AI, ma grazie a un suo governo consapevole. Il futuro non è umano o artificiale. È la fusione perfetta di entrambi. 

In Growell raccogliamo questa sfida con convinzione, impegnandoci a integrare i tool più innovativi per restare competitivi e offrire ai clienti soluzioni sempre efficaci e attuali. Per approfondire, puoi contattarci o seguirci sui nostri canali social e restare aggiornato su tutte le novità.

 

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