Creativi si nasce o si diventa? Più che una domanda è diventato un dilemma - Growell
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Creativi si nasce o si diventa? Più che una domanda è diventato un dilemma

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Creativi si nasce o si diventa? Più che una domanda è diventato un dilemma

Secondo me non si nasce creativi. Forse si può avere una certa predisposizione alla creatività dovuta a qualche gene tramandato chissà da chi o una parte del cervello particolarmente attiva, ma non ne sarei così sicuro. La nostra personalità creativa credo sia determinata più dal carattere e dal percorso di vita che abbiamo intrapreso fin dall’infanzia.
Va anche detto che si può vivere serenamente senza sviluppare particolari doti creative, e che il concetto di creatività è declinabile in ogni aspetto della vita e in ogni lavoro. Non necessariamente bisogna essere pittori, scrittori, musicisti o pubblicitari per essere creativi.

La creatività, una volta acquisita o conclamata, non è una risorsa infinita con la quale vivere di rendita standosene seduti a contemplare il nulla. Non si può attendere l’ispirazione all’infinito, come elefanti seduti su un ramo secco che prima o poi si romperà svegliandovi dal torpore.

La creatività va alimentata, esercitata giorno dopo giorno e incanalata in qualcosa di produttivo, in particolare se si decide di farne un lavoro. In ogni caso è un vero e proprio stile di vita che, prima o poi, dà i suoi frutti in modo più o meno sorprendente. Quindi al bando la pigrizia elefantini belli se volete essere creativi, la pigrizia non paga.

Dal momento che uno dei concetti cardine che sta alla base di un processo creativo è quello di demolire quanto c’è di precostituito, conforme e standardizzato, quello che sono andato a definire di seguito è uno “schema”, o un semplice elenco per punti, che si autodistruggerà alla fine di questo testo. Oppure collimerà con quanto pensate voi e sarà un utile punto di partenza, o semplicemente una sponda… non lo so! Magari ognuno si farà la propria idea, appunto, e prenderà questo articolo solo come uno spunto di riflessione.

Ci sono tante teorie psicologiche e tanta letteratura sul pensare fuori dagli schemi: dal pensiero laterale al pensiero divergente. Ci sono metodi e modelli, tessere, giochi con i Lego, attività di gruppo ecc. Tutto molto interessante, e credo sia giusto prenderne atto e approfondire, ma io penso che la creatività sia fondamentalmente qualcosa che si basa su 5 semplici punti, che fatalmente iniziano con la lettera C.

Conoscenza:

  • l’atto di sapere, di comprendere qualcosa. È l’insieme delle informazioni che abbiamo acquisito attraverso l’esperienza, lo studio, le passioni o l’intuizione.
  • La conoscenza è un concetto centrale in molte filosofie. Da Platone, che la collocava nel mondo delle idee, a Kant che la divideva in “a priori e a posteriori”, fino alle teorie contemporanee sulla conoscenza come costruzione sociale. È un processo continuo di ricerca della verità e di comprensione del mondo.

Essere creativi senza conoscere il mondo e le persone è quasi impossibile.

Curiosità:

  • il desiderio di sapere, esplorare, scoprire qualcosa di nuovo. È lo stimolo che ci spinge a porre domande e a cercare risposte.
  • La curiosità è considerata una delle prime spinte all’indagine filosofica. È lo strumento che ci permette di uscire dalla zona di comfort e di ampliare i nostri orizzonti.

Essere curiosi è alla base dello stimolo creativo.

Coraggio:

  • la capacità di affrontare le difficoltà e l’ignoto con determinazione. È la forza che ci permette di superare le paure e di agire in modo risoluto.
  • Il coraggio è una virtù fondamentale in molte etiche. Aristotele, ad esempio, lo considerava una via di mezzo tra la temerarietà e la codardia. È la qualità che ci permette di vivere una vita autentica e di realizzare i nostri potenziali.

Il creativo deve osare sempre. L’alternativa è adeguarsi, quindi il coraggio è determinante.

Coerenza:

  • l’armonia tra le diverse parti di un tutto, la capacità di mantenere un comportamento costante nel tempo.
  • La coerenza è un principio logico ed etico fondamentale. Un pensiero coerente è privo di contraddizioni interne, mentre un’azione coerente è in linea con i propri valori e principi.

Può sembrare strano associare la coerenza alla creatività, ma è proprio la coerenza che ci fa da bussola in un processo creativo. La coerenza tra marchio e campagna pubblicitaria, ad esempio, se lavoriamo nella comunicazione e dobbiamo attuare una strategia creativa.

Costanza:

  • la capacità di perseverare in un’azione o in un proposito nel tempo, nonostante le difficoltà.
  • La costanza è una virtù legata alla forza di volontà e alla disciplina. È ciò che ci permette di raggiungere obiettivi a lungo termine e di superare gli ostacoli.

Non demordere, insistere su idee alternative quando non siamo soddisfatti della nostra prima idea, cambiare punto di vista e ritentare sono tutte azioni che richiedono una certa perseveranza. Così come essere costanti nello stimolare il pensiero creativo ogni giorno anche oziando, come affermava Robert Louis Stevenson nel suo “Elogio dell’ozio creativo”. Da non confondere con la pigrizia che invece è una palla al piede che non ti permette di agire.

 

Questi cinque concetti sono profondamente interconnessi e costituiscono pilastri fondamentali della vita umana. La conoscenza ci permette di comprendere il mondo, la curiosità ci spinge a esplorarlo, il coraggio ci consente di affrontarlo, la coerenza ci guida nelle nostre azioni e la costanza ci permette di raggiungere i nostri obiettivi.
Il resto lo lascerei all’istinto, all’intuizione o al sesto senso; chiamatelo come volete, ma di certo è quella parte empirica e fuori controllo che saltella libera su queste cinque colonne. O almeno a me piace immaginarla così.
Personalmente mi sento più vicino al Rinascimento di Leonardo Da Vinci che alle varie teorie di stampo anglosassone che cercano di incasellare il concetto di creatività dal punto di vista psicologico, ma ammetto che ci sono diversi testi interessanti da leggere sull’argomento, come quello di Edward De Bono “Creatività e pensiero laterale”.

Attenzione! Non è voluta la formuletta delle 5C, tipo quella del marketing delle 4P — prodotto (Product), prezzo (Price), promozione (Promotion) e distribuzione (Placement) —, però ammetto che potrebbe funzionare! Oltretutto anche “Creatività” inizia con una C. Una divertente casualità, non credete? Forse ci potremmo aggiungere la C di casualità ed arrivare a sei punti.
Ma, come detto in precedenza, le formule lasciano il tempo che trovano. La verità, come dicevano i greci, è che dobbiamo cercare di essere felici anche dando voce al nostro “demone interiore”, tutti ne abbiamo uno. Bisogna scoprire le nostre virtù, quindi conoscere se stessi in primis e i propri limiti, così da realizzarlo questo “demone”. Quando arriva la felicità, e la potenza della vita esplode, la creatività è una conseguenza naturale.

Consigliamo questa interessante intervista al filosofo Umberto Galimberti.

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