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Piccole e medie imprese: digitalizzazione e marketing per fronteggiare l’emergenza COVID-19

Ora più che mai il web e la sua straordinaria forza, che da virtuale può diventare reale, deve essere lo strumento primario per trasformare questa sfida in opportunità. Piccole e medie imprese possono cercare nuove soluzioni e nuove fonti di guadagno attraverso la digitalizzazione.

Digitalizzazione e PMI

Cresceva già tra le PMI italiane la consapevolezza che la digitalizzazione dei processi produttivi, organizzativi, distributivi e di marketing fosse diventata ormai un passo necessario e obbligatorio per lo sviluppo delle proprie aziende e, più in generale, dell’economia del Paese.

Questa trasformazione ha cambiato, e continua a cambiare, il modo in cui guardiamo i diversi aspetti della nostra vita; abitudini e consumi si digitalizzano, cresce il livello degli acquisti online, e le piccole e medie imprese devono muoversi in un mercato sempre più competitivo e caratterizzato da continue evoluzioni e cambi di rotta. Per questo le aziende devono mantenersi sempre al passo con i tempi compiendo questo processo trasversale, in cui velocità d’esecuzione ed efficienza rivestono ruoli cruciali, verso un aumento della componente digitale e uno “svecchiamento” di tutti i sistemi.

Un processo continuo che comporta un modo completamente nuovo di intendere l’economia, il marketing e la comunicazione, con il cliente che pretende ottimi risultati in tempi brevissimi. Questo gioco di sopravvivenza rende necessario un adeguamento e un costante sviluppo da parte delle aziende, per mantenersi sulla cresta dell’onda.

La digitalizzazione dunque è da intendere come un percorso complesso, che richiede un cambio di mentalità e di organizzazione aziendale decisiva soprattutto da parte delle imprese con molti anni di attività sulle spalle, con l’obiettivo di massimizzare le opportunità offerte dalla tecnologia.

Digitalizzazione ai tempi del Covid-19

Stiamo vivendo un momento storico estremamente drammatico a causa della pandemia del Coronavirus. Il nostro Paese è immobilizzato da settimane con negozi, attività e aziende completamente chiusi. Le persone sono costrette in casa e questo lockdown così massiccio ha fatto sì che in tutto il mondo cambiassero inevitabilmente le abitudini, le prospettive e i ritmi. Ha creato uno scenario inedito e inimmaginabile fino a poche settimane fa, che avrà un impatto cruciale su tutti gli aspetti della società e che rischia di mandare in fumo tutti i nostri sogni futuri. Nascono inevitabilmente dubbi su quello che accadrà, preoccupazioni su quella che sarà l’economia e su quanto ciascuna società potrà resistere.

Oggi, in questa tragica fase della nostra storia, il ruolo della digitalizzazione è più necessario che mai per tutte quelle realtà che non vogliono mollare la presa. Il Covid-19 ha cambiato tutto, e probabilmente continuerà a farlo, creando un’atmosfera in cui è palpabile l’urgenza delle imprese di continuare a lottare e ora più che mai è necessario uscire fuori dai modelli convenzionali.

In queste settimane monotematiche e che sembrano chiudere ogni possibilità di una soluzione, la digitalizzazione non solo può creare dei ponti tra noi e i nostri clienti, ma può fortificarli e può alimentare ogni possibile connessione. Bisogna solo capire in che modo. Tutto ciò di cui oggi i nostri possibili acquirenti hanno bisogno non è altro che una comunicazione sempre più umana, una voce che li tranquillizzi, un messaggio che accorci le distanze e che dia loro la sensazione che si possa reagire alle difficoltà.

Unica soluzione: rispondere ai cambiamenti

Alle aziende, ora come mai nella loro esistenza, è chiesta versatilità e capacità di ascolto. La comunicazione continua a essere il filo conduttore che ci tiene uniti alla nostra audience e il mondo digitale non deve farsi intimorire.

Le piccole e medie imprese è opportuno e necessario che affrontino questo periodo mettendo in atto strategie diverse. Servono processi di acquisizione clienti che modifichino l’idea di “contatto umano” a cui siamo abituati. Bisogna instaurare una comunicazione più human centred, che permetta di accorciare le distanze e rafforzi in maniera determinante le connessioni. Non si può dunque aspettare la fine dell’emergenza Coronavirus per pensare concretamente a cosa fare, soprattutto se si è un libero professionista o un piccolo imprenditore che eroga dei servizi.

Lo hanno capito per primi anche i grandi colossi del mondo del web come Facebook e Instagram, che hanno introdotto delle notifiche che rimandano alle informazioni veicolate dalla World Health Organization, l’agenzia dell’Organizzazione delle Nazioni Unite specializzata nella sanità pubblica; YouTube che mostra un pop-up a ogni collegamento e rimanda al sito del Ministero, come anche TikTok e Twitter impongono regole ancora più stringenti per combattere l’odio e la discriminazione online.

Anche il Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione ha promosso una pagina dedicata alla #SolidarietàDigitale. Si tratta della prima azione intrapresa da una rete di aziende pubbliche e private, che ha offerto prodotti e servizi online gratuiti per venire incontro alle esigenze di tutti.

È necessario contrastare le difficoltà:

Comunicare per essere più vicini

Non si chiede perciò alle aziende di compiere un salto quantico per sopravvivere e non sprofondare nell’isolamento digitale in cui si rischia di cadere. In questa fase così delicata quello che serve è un percorso verso ogni utente fatto di piccoli passi e attraverso la digitalizzazione.

 

Digitalizzazione PMI: alcuni consigli pratici

Le parole d’ordine per questo processo devono essere: presenza, calore e vicinanza; è decisivo per ogni tipo di brand mantenere un filo diretto con i propri clienti, costruendo sempre più un dialogo. È il momento di condividere paure e speranze, di instaurare un ponte empatico sempre più forte attraverso la creazione, flessibile allo scenario in rapida evoluzione, di contenuti sempre nuovi. Se i vostri beni non sono di prima necessità, non è il momento di intraprendere una comunicazione di tipo commerciale. È l’occasione giusta per ripensare ai vostri valori aziendali, e comunicarli con gentilezza e rispetto.

Buona pratica è condividere la policy adottata dall’azienda per proteggere e tutelare i propri dipendenti. Questo farà trasparire la sensazione che siamo tutti sulla stessa barca; tutti con le proprie preoccupazioni, ma soprattutto tutti con la voglia di vincerle. Egualmente si può rendere partecipe l’utente degli accorgimenti che decidiamo di adottare sull’imballaggio dei loro acquisti online, mostrando di avere a cuore anche la loro sicurezza.

Servirà cambiare il tone of voice e dimostrarci rassicuranti, ma senza nasconderci dietro una maschera di potenza assoluta che non ci appartiene. Serve essere percepiti dalla nostra audience come incoraggianti e confortanti.

Se possibile è il momento di metterci la faccia e trasformare questa sfida in opportunità, creando una rete di relazioni virtuali, ma fortemente reali e sentite, prendendo posizioni su temi importanti e condividendo iniziative di altri enti o addirittura prendendovi parte.

Tutto questo percorso può avere senso, purché non si ignorino le basi di una buona comunicazione digitale: generare contenuti unici e di valore.

IN CONCLUSIONE

È indubbio che l’esperienza del Covid-19 lascerà un segno indelebile nella nostra società. Questa crisi, tuttavia, deve diventare un’opportunità di evoluzione per la comunicazione che ha bisogno di essere sì digitale, ma sempre più human centred.

Lo sforzo che le piccole e medie imprese hanno dovuto compiere in passato per non lasciarsi sopraffare dall’evoluzione digitale, e che ora accelera in una maniera esponenziale, ha come unica costante ciò che è alla base di ogni processo evolutivo: sopravvive solo chi è in grado di adattarsi al cambiamento.

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